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Renato Vavassori

Renato Vavassori, bresciano di Palazzolo sull’Oglio è stato uno dei migliori tennisti italiani negli anni ’80 e dal 1992 è titolare dell’omonima Accademia Tennis che ha sede proprio nella cittadina in riva all’Oglio. La sua accademia, che recentemente ha festeggiato il diciottesimo anno di età dedicando i propri campi all’indimenticato campione di tennis Adriano Panatta, è stata fucina di tanti giocatori tra i quali spiccano Massimo Bertolini (titolare del doppio in coppa Davis tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000), Simone Bolelli (attuale giocatore di coppa Davis) e della migliore giocatrice bresciana attuale Giulia Remondina.

Attualmente Vavassori gestisce impianti tennistici di proprietà comunale e proprio con l’Amministrazione del sindaco Alessandro Sala si è impegnato in un progetto che unisce la cultura e lo sport. “Arte, musica e sport migliorano la sensibilità emotiva dell’individuo” dice Vavassori che aggiunge “i programmi scolastici dovrebbero dare molto più spazio all’educazione musicale, artistica e a quella motoria”. Accanto al tennis lui continua ad alimentare un’altra forte passione: la musica e in particolare la musica jazz (da piccolo suonava il clarinetto e il pianoforte). Nasce pertanto un progetto originale che abbraccia queste sue due passioni e che si chiama “Jazz & Racquet Project”, che prevede serate all’insegna del buon cibo, dei dibattiti culturali con la partecipazione di personaggi noti del mondo dello spettacolo e del giornalismo ed infine un concerto live di musica jazz.

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Adriano Panatta e Renato Vavassori

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Chris Botti

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Roy Hargrove

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Mike Stern

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Ornella Vanoni

L’obiettivo di questo progetto può essere riassunto con le parole di Wynton Marsalis nella prefazione del suo libro “Come il jazz può cambiarti la vita”: non è solo musica, il jazz. E’ anche un modo di stare nel mondo, e un modo di stare con gli altri. Al cuore della sua “filosofia” ci sono l’unicità e il potenziale di ciascun individuo, uniti però alla sua capacità di ascoltare gli altri e improvvisare insieme a loro. E’ stato creato dai discendenti degli schiavi, ma sa parlare di libertà. E’ figlio della malinconia del blues, ma sa lasciarsi andare alla felicità più pura. Le sue radici sono nella tradizione, ma la sua sfida è la continua innovazione. E anche se vive di tensioni armoniche e ritmiche, ha saputo e sa essere ancora messaggero di pace…spero di trasmettere il messaggio positivo della più grande musica d’America. Vorrei far capire come il reciproco rispetto e la fiducia che i migliori musicisti dimostrano sul palco possono cambiare la vostra visione del mondo e arricchire ogni aspetto della vostra vita, dalla creatività individuale alle relazioni interpersonali, al modo di condurre gli affari, alla comprensione di che cosa significhi essere un cittadino globale nel senso più moderno.

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Marcus Miller

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Dianne Reeves

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Kurt Elling

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Sarah Jane Morris

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Tania Maria